Le formule residenziali del futuro: senior e student housing

26 Lug 2019
Le formule residenziali del futuro: senior e student housing

Il continuo invecchiamento della popolazione porta con sé la sfida dello sviluppo sostenibile delle abitazioni di oggi, che diventeranno le case dei nuovi senior del futuro.

Recentemente sono stati effettuati molti interventi per inserire delle “buone pratiche” nell’ambito delle abitazioni per i Senior, e tra queste una delle più interessanti è quella della riqualificazione edilizia per alloggi in co-housing.

Il co-housing è un modo di abitare nato in Scandinavia intorno agli anni ’60, la cui idea di base sta nel condividere degli spazi comuni, all’aperto e non, destinati all’uso collettivo e alla condivisione tra i coresidenti.

Sono come dei piccoli quartieri o un piccolo villaggio, dove circa 20/40 famiglie e single si scelgono per co-abitare e condividere beni e servizi. Vivere in co-housing vuol dire vivere in equilibrio tra l’autonomia della casa privata e la socialità degli spazi comuni. Gli aspetti positivi che accompagnano questa scelta di vita sono molteplici, basti pensare al risparmio medio del 10-15% sulla spesa mensile a famiglia, oltre che alla riduzione di stress che deriva da una maggiore e migliore organizzazione.

Oggi il Senior co-housing si sta delineando come una realtà sempre più sostenibile, che coniuga il tema dell’abitare in appartamenti a misura di senior, dotati quindi di tutti i comfort, di tecnologie e servizi di assistenza domiciliare tempestivi. In un ambito di progressivo invecchiamento della popolazione, diventa cruciale l’offerta di soluzioni che consentano di vivere in autonomia, sicurezza e in un contesto di coesione sociale.

Il modello che potrebbe essere utilizzato è simile a quello dello student housing, ossia un fabbricato in cui il 50% della superficie non sia destinato a generare reddito ma serva a sviluppare la socialità, fornendo dei servizi collegati all’abitare, ad esempio biblioteche, sale yoga, sale studio, ecc che favoriscano l’aggregazione.

È corretto ipotizzare come la gestione di queste strutture possa essere affidata a società specializzate, vista la specificità del target e che gli investitori interessati a questo tipo di progetti provengano specialmente dal Nord Europa: in ottica di lungo termine cercano stabilità di rendimento, e i rendimenti attesi sono nell’ordine del 5%.

 

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