Il futuro dell’Expo: cosa succederà?10 Set 2015, Santatecla Immobiliare

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Immagine: Il futuro dell’Expo: cosa succederà?

La grande “fiera universale” è iniziata ormai da diversi mesi e, quasi giunti alla fine, iniziano le decisioni sul futuro dei terreni dell’Expo e sulle destinazioni dei Padiglioni.

Expo ha fatto sì che venisse riqualificata un’area di oltre 400mila mq che, una volta finita la fiera, potrà essere utilizzata per diversi scopi. Attualmente, sono tre le declinazioni di progetto per un ottimo sfruttamento del territorio Expo: la cittadella universitaria, la cittadella dell’innovazione e quella dei servizi pubblici.

Una nuova Città Studi per l’Università Statale di Via Celoria che, con le facoltà di Fisica, Veterinaria, Agraria, Chimica, Biologia, Scienze e Informatica, potrà avere nuove strutture per il campus, tra cui impianti sportivi, di ricerca, nuovi alloggi e auditorium, nonché trasferire circa 20mila persone tra studenti e professori. Una cittadella dell’innovazione, una sorta di Silicon Valley milanese con un polo di ricerca dedicato al campo agroalimentare. Una terza cittadella sorgerebbe, infine, nella parte più a est dell’area Expo, e sarebbe dedicata alla pubblica amministrazione con uffici dedicati alle diverse funzioni pubbliche, tra cui Archivio di Stato, Agenzia delle Dogane e delle Entrate, Ragioneria e Guardia di Finanza.

Tuttavia, per poter attuare questo progetto sull’area Expo, non potranno esserci tutti i Padiglioni: quali sono allora le intenzione dei Paesi partecipanti? Alcuni paesi, come gli Emirati Arabi o la Svizzera vorrebbero tenere le strutture e riportarle a casa; altri, come la Spagna e Israele preferirebbero restare ad Expo ancora per un po’; la Francia e il Nepal sono, invece più propensi a vendere i loro Padiglioni per ottenere un guadagno; infine, il Brasile, piuttosto che Monaco, scelgono la strada della beneficienza, donando le loro strutture.

Ma come sta andando Expo? Sebbene i primi mesi non siano stati molto affollanti e, anzi, i numeri dei visitatori sono stati più bassi delle aspettative, i mesi di agosto e settembre segnano una buona risalita. Come previsto e dichiarato all’inizio della “fiera universale”, pare che i mesi di maggior affluenza saranno proprio gli ultimi tre e già ora i dati dimostrano una crescita esponenziale degli accessi, che ha avuto il picco massimo nella prima metà di settembre.